15 maggio 2008 - Solo il Fsb, i servizi segreti russi, puo' salvare le antilopi mongole: lo afferma il capo dell'agenzia per l'ambiente Rosprirodnadzor, Vladimir Kirilov, che ha inviato un appello urgente al responsabile dei servizi di frontiera dell'intelligence, Vladimir Pronicev.
Le antilopi, spega Kirilov in un telegramma urgente, restano bloccate al confine russo-mongolo dalle reti e dal filo spinato che separano i due paesi. In Mongolia, la siccita' ha spinto decine di migliaia di antilopi alla migrazione verso i piu' promettenti pascoli russi. Gia' c'e' un branco di 30.000 animali che spinge per abbattere le barriere, ferendosi anche gravemente col filo spinato. Altre 100.000 stanno arrivando. Il direttore della vicina riserva russa di Daurski, Aleksandr Borodin, ha organizzato una pattuglia di volontari che percorrono la frontiera aiutando gli animali impigliati, prestando cure veterinarie e liberandoli poi dalla parte russa. Ma l'aiuto e' insufficiente: Kirilov chiede quindi ai servizi di abbattere temporaneamente i reticolati.
Fonte ANSA
È finito in modo tragico il Kentucky Derby, la corsa di cavalli più antica e conosciuta d’America, dopo che Eight Belles, una delle favorite, si è rotta entrambe le gambe anteriori in dirittura d’arrivo. La puledra, dopo una straordinaria rimonta, si è improvvisamente accasciata ed il veterinario non ha potuto far altro che accertare le sue condizioni e farle un iniezione letale direttamente sulla pista, davanti agli spettatori ammutoliti e commossi.
La triste morte dell’unica cavalla “in grado di battere i maschi”, a detta di uno dei manager, ha già riaperto, non solo in america, la polemica sulla pericolosità delle gare e sul benessere animale. Oltre agli incidenti che avvengono sulla pista, infatti, circa il 40% dei puledri addestrati gareggiare, subisce incidenti irreparabili durante la fase dell’allevamento. Un altro 25/30%, invece, subisce danni durante il primo anno di corse.
L’ American Association of Equine Practitioners giudica le corse dei due anni, e soprattutto il periodo di allenamento che le precede, come una delle maggiori cause delle lesioni dei cavalli. La LAV, inoltre, evidenzia il rischio per i cavalli che non possono essere utilizzati o che terminano la loro carriera, i quali rischiano di finire al macello o in mano ad organizzazioni criminali che li usano nelle corse clandestine.
www.ecoblog.it
Foto | Flickr
5 maggio 2008 - Cristina Nadotti
Per Kuki Gallmann a condannare gli elefanti sudafricani è anche l´impazienza dell´uomo, la sua incapacità di rispettare i tempi della natura. L´italiana trapiantata in Kenya, autrice di Sognavo l´Africa e Elefanti in giardino (Mondadori), si scaglia contro la decisione del governo di Johannesburg: «Se davvero gli elefanti sono troppi si possono collocare in altre zone, la loro uccisione non è giustificabile in alcun modo. Ogni elefante è prezioso e ogni Stato ha il diritto e dovere di proteggerlo».
Trasferire gli animali non avrebbe costi molto alti?
«La logica del "costa meno" è quella di Hitler. Non ritengo ci sia la necessità di risolvere quello che loro ritengono un problema in tempi brevi, al minor costo possibile. E poi in Sudafrica ci sono molte riserve private, gli elefanti si potrebbero portare lì creando dei corridoi per il loro passaggio».
Come risolvere il problema delle incursioni dei pachidermi nelle coltivazioni?
«La mia fondazione ha come obiettivo proprio la convivenza di uomo e natura. È vero che gli elefanti distruggono le coltivazioni, ma è anche vero che un approccio sbagliato ha portato a sfruttare i terreni in modo innaturale e in luoghi che erano da sempre passaggio di animali. Per combattere la fame bisogna far crescere cibo dove il cibo può crescere, non stravolgere i ritmi della natura. È l´uomo che ha invaso gli spazi, non gli animali, ed è il momento che tutti facciano un esame di coscienza. Qui in Kenya, a Ol ari Nyro, vent´anni fa c´era una zona semidesertica e mi avevano consigliato di tenere lontano gli elefanti per riportare la vegetazione. Ho fatto di testa mia e aver consentito agli animali di riprendere possesso dell´area ha fatto rinascere la zona. La gente vede le acacie distrutte dagli elefanti, ma non capisce che è solo con il loro passaggio che possono essere sparsi i semi che le faranno ricrescere. I ritmi della natura sono lenti e la vita degli elefanti è lunga ma la nostra vita breve ci porta a voler piegare tutto ai nostri tempi. Io credo che sarebbe meglio controllare l´uomo piuttosto che la natura».
da La Repubblica
5 maggio 2008 - Ci sono giunti aggiornamenti in merito alla vicenda di Guillermo Vargas, lo “peudoartista” del Costa Rica che aveva messo in mostra un cane randagio e denutrito, legato in un angolo di una galleria d’arte in Nicaragua, senza cibo e senza acqua e l’aveva lasciato morire di stenti.
L’OIPA ha ricevuto conferma da contatti locali che gli organizzatori della Biennale hanno acconsentito di bandire l’artista dalla galleria. Inoltre gli organizzatori hanno dichiarato che includeranno nuove regole per i partecipanti alla Biennale: sarà vietato maltrattare gli animali.
L’OIPA plaude la decisione della Biennale per la decisione di introdurre nuove regole per impedire che simili eventi spiacevoli possano ripetersi. Il nostro auspicio ora è che la Biennale 2008 sarà un momento per mostrare l’arte e il bello. I nostri migliori auguri vanno agli artisti che saranno presenti e che hanno appoggiato pienamente la causa animalista e le nostre richieste.

24 aprile 2008 - L'orso Rocky, protagonista di numerosi film di Hollywood, ha ucciso il suo addestratore con un morso al collo.
Stephan Miller, di 39 anni, stava allenando l'animale in un campo di addestramento nel sud della California quando l'orso - un grizzly di cinque anni che pesa piu' di tre quintali utilizzato anche nel recente film con l'attore Will Ferrel, 'Semi-Pro' - gli si e' scagliato contro sferrandogli un morso mortale al collo.
Per cercare di fermare l'animale inferocito sono intervenuti altri due addestratori che gli hanno spruzzato spray al peperoncino negli occhi. Rocky pero' non ha mollato la presa e per Stephan Miller non c'e' stato nulla da fare.
Nel film 'Semi-Pro' con Will Ferrel - uscito lo scorso febbraio nelle sale cinematografiche americane - l'orso Rocky era stato utilizzato in una scena in cui era protagonista sul ring di un incontro di wrestling.
(ANSA)
Sulla base delle diverse segnalazioni dei cittadini che chiedevano di sottrarre un cucciolo di cane a un rom, il nucleo delle guardie eco-zoofile, nato per volontà del Garante per la Tutela degli animali,
Gianluca Comazzi, con il compito di vigilare sui casi di abbandono o maltrattamento degli animali, è intervenuto ieri nei pressi della fermata Crocetta della linea metropolitana, insieme alla Polizia locale. "Il cucciolo, di circa tre mesi, è stato posto sotto sequestro amministrativo e affidato al canile sanitario di va Lombroso" spiega Massimo Pradella, vice presidente dell'OIPA Italia (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) i cui volontari si sono resi disponibili per creare il nucleo di guardie .
Il sequestro di oggi è un ulteriore segnale del positivo bilancio dell'attività delle guardie che hanno chiuso i primi tre mesi dell'anno con 900 ore effettive di servizio, circa 250 consulenze effettuate e una decina di animali soccorsi. Le guardie intervengono quotidianamente per soccorrere animali feriti, sequestrare quelli usati per l'accattonaggio, verificare l'iscrizione all'anagrafe canina, le condizioni degli animali nei negozi.
I rapporti di servizio dei primi tre mesi mostrano i dati degli interventi: 34 presso abitazioni provate, più di 95 in luogo pubblico e una ventina presso negozi di animali.
Inoltre sono state controllate quasi un centinaio di aree cani e venti colonie feline e con quello di oggi sono due gli animali sottoposti a sequestro.
Come era stato stabilito, quindi, l'attività del presidio è stata monitorata per definire, nel corso dei mesi, gli interventi di miglioramento e gli sviluppi possibili.
Soddisfatto del risultato il Garante per la Tutela degli animali Gianluca Comazzi: "L'abbandono e il maltrattamento degli animali sono problemi sentiti dai cittadini che spesso si rivolgono a noi per segnalare casi e chiedere interventi. L'attività delle guardie dell'OIPA è quindi un prezioso e valido aiuto per dare risposta alla sensibilità di tutti coloro che amano gli animali e intendiamo proseguire su questa strada potenziando nel tempo questo utilissimo intervento".
Con una telefonata ai numeri dell'OIPA 02 6427882, del Comune di Milano 02 88467700 o con l'invio di una mail a guardiemilano@oipaitalia.com è possibile attivare l'intervento delle guardie in caso di maltrattamenti, accattonaggio con cuccioli, comportamenti di vario genere contro gli animali.
Nel fine settimana del 19-20 aprile, in occasione della Settimana Internazionale per gli Animali di Laboratorio, in varie piazze d'Italia sono organizzati sit-in informativi con distribuzione del pieghevole
"Il 5 per mille dallo a chi vuoi, ma non alla vivisezione!".

La Settimana Internazionale per gli Animali di Laboratorio prevede vari eventi in tutti il mondo per protestare contro la pratica della vivisezione,
che continua indisturbata oggigiorno, e per informare le persone di che cosa possono fare per contrastarla.
In Italia si e' deciso di organizzare una iniziativa informativa sulla destinazione del 5 per mille delle tasse: molte persone non lo sanno, ma lo scorso anno associazioni come AIRC, AISM, Telethon, la Fondazione san Raffaele dal Monte Tabor, tutte che finanziano la vivisezione, e perfino il tristemento famoso Istituto Mario Negri, hanno guadagno milioni di euro dalle donazioni del 5 per mille, sia dalle donazione esplicite, che da quelle "senza preferenza".
Con lo slogan "Il 5 per mille dallo a chi vuoi, ma non alla vivisezione!" un apposito volantino spiega che cosa fare per evitare di contribuire a finanziare la pratica della vivisezione, dannosa per l'uomo e per gli animali usati.
Il volantino informativo prodotto da NoVivisezione.org e da AgireOra, verrà distribuito il 19 e 20 aprile in varie piazze e lungo tutto il mese di aprile diffuso in vari modi in tutta Italia. Inoltre, ai sit-in informativi continuerà la raccolta firme, ormai in dirittura d'arrivo, per la petizione europea "Sostituzione degli esperimenti su animali in Europa" che chiede al Parlamento Europeo un impegno nello sviluppare ed implementare metodi che non comportino l'uso di animali e che potrebbero quindi salvare milioni di animali da laboratorio e migliorare la qualità della ricerca e della sperimentazione.
Molti affermano "la vivisezione non esiste più". Ma non è assolutamente così. Spiegano i promotori dell'iniziativa: "Vivisezione, oggi, e' quello che milioni di animali ogni anno, nel mondo, subiscono nei laboratori: avvelenamenti con sostanze chimiche, farmaci e cosmetici compresi, induzione di malattie di ogni genere (cancro, sclerosi multipla, varie imitazioni dell'AIDS, malattie cardiovascolari, ecc.), esperimenti al cervello, esperimenti sul dolore, e molto altro. E tutto questo, senza alcuna necessità, non solo, ma senza alcuna utilità. I vivisettori chiedono 'Preferisci salvare un topo o un bambino?', per colpire l'emotività delle persone che non sanno cosa sia la sperimentazione animale e quanto sia inutile. Ma la vivisezione, ammazza il topo e non salva il bambino, anzi fa diventare i consumatori delle cavie, questa è la realtà dei fatti. Ed è giusto che tutti i cittadini sappiano cosa fare per evitare per contribuire a questa pratica disastrosa."
Informazioni sul "problema vivisezione" e sulle associazioni per la ricerca che la finanziano si trovano sul sito www.NoVivisezione.org
Comunicato di:
AgireOra Network: www.agireora.org